12 febbraio 2018 20:25

AMBIENTE ROVIGO

Domenica ecologica con le auto, Bergamin scarica

ROVIGO – Domenica senza auto con le auto. E scoppia la polemica tra i cittadini ma anche a Palazzo Nodari che queste domeniche le ha organizzate attraverso i propri uffici, da quelli del settore Ambiente, passando per la Viabilità e la Polizia locale.
Sono tanti i cittadini che ieri, 11 febbraio, si sono spostati in auto in città specialmente nel pomeriggio e la sera (la mattina la viabilità era modificata per consentire lo svolgimento dall’evento Rovigo in love) notando che i controlli per il blocco del traffico previsto dalla prima delle tre festività all’insegna dell’aria pulita e contro l’inquinamento (dalle 10 alle 19) erano praticamente assenti.

Chi ha percorso via Gramsci è arrivato in viale Trieste senza intoppi e nessun ostacolo ha fermato anche chi, provenendo da viale Porta Adige è arrivato in centro storico passando per ponte Marabin e immettendosi poi in Corso del Popolo. Insomma, le auto hanno circolato indisturbate e questo ha fatto sì che la polemica sia divampata in modo dirompente in municipio quest’oggi, 12 febbraio.

Tant’è che il sindaco Massimo Bergamin ha subito preso le distanze da quanto accaduto, scaricando la responsabilità su “altri” e tacciando, però, di ipocrisia questo genere di iniziative che, se possono sembrare una misura ridotta per affrontare davvero il problema dell’inquinamento da pm10 in città, sono comunque meglio di niente. “Ho firmato l’ordinanza – sono le parole del primo cittadino – ma non è mia la responsabilità dell’organizzazione. Puoi farne 50mila (di ordinanze, ndr) tanto non servono a niente. E’ un’ipocrisia”.

Se sul piano politico le parole di Bergamin sembrano una stilettata al lavoro della Polizia locale, guidata dal comandante Giovanni Tesoro, vale la pena ricordare come Rovigo sia tra le 20 città più inquinate d’Italia secondo il report di Legambiente nazionale Mal’aria 2018. Il capoluogo polesano nel 2017 ha registrato infatti 80 giorni di sforamento dei livelli di concentrazione di pm10 consentiti (il limite è 35 giornate) e nel 2018 siamo già a quota 13, secondo quanto riporta l’Arpav.

Se l’Unione europea ha aperto la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia proprio a causa dell’inquinamento dell’area che in particolare si concentra nella Pianura padana, forse il problema non è proprio da prendere sotto gamba e, rispetto a tante iniziative organizzate e patrocinate dal Comune, forse quelle che toccano da vicino la salute dei cittadini meriterebbero meno superficialità e un po’ più d’attenzione.

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