10 febbraio 2018 16:16

FP CGIL ROVIGO

Consultorio, tra rischi e mancati e investimenti

ROVIGO – Fp Cgil contro Palazzo Nodari: il segretario Davide Benazzo critica la gestione comunale dei servizi sociali a proposito del consultorio familiare.

“Preoccupano e disarmano – queste le sue parole – certi allarmi sociali come quelli dell’assessore Patrizia Borile in merito ai minori tolti alle famiglie e affidati alle comunità, si rimane disarmati. La grande scelta strategica fatta nella nostra Regione anni fa, che ha determinato che servizi come il Consultorio fossero dati in gestione alle Ulss in quell’idea vincente che nell’integrazione socio-sanitaria ha messo il Veneto all’avanguardia negli ultimi anni, è ormai solo un ricordo. Smaltellamento ed esternalizzazione dei servizi, riduzione del personale, scarsa volontà della politica e delle amministrazioni di occuparsene, soprattutto in aree deboli e poco ascoltate come l’infanzia: questa è la causa che sta cercando la Borile e che sta portando a far lievitare i costi. La medicina ci insegna che se vogliamo aumentare la salute, devo prima di tutto prevenire la malattia: se voglio evitare di ricoverare in ospedale, devo far di tutto per evitare che ci arrivi (stili di vita, vaccinazione, screening, prevenzione). Ecco, nella tutela minori, servizio che i comuni delegano all’Ulss sta succedendo l’esatto contrario”.

L’analisi di Benazzo è lucida e amara: “Come da anni chi si occupa del settore sta denunciando questo dramma a livello regionale, tanto da costituire un tavolo permanente del welfare dei minori, noi insieme a chi vi lavora lo stiamo facendo nella nostra Ulss dove da troppo tempo chiediamo si assuma il personale necessario ma senza concrete risposte da parte di una Regione sorda ed assente. Il risultato di un servizio che purtroppo arranca per la mancanza di risorse e strumenti si ripercuote sui bambini con la conseguenza che l’istituzionalizzazione del ‘problema’ diventa l’unica risposta. Il vero dramma è che questi ‘problemi’ sono bambini, spesso maltrattati e abusati, dove, se non agisci presto e con i necessari strumenti, non recuperi e, oltre al dramma personale che vivono, diventano un dramma sociale. Da mesi – incalza il segretario di Fp Cgil – denunciamo la situazione dove il numero di personale, che già non rispetta nemmeno gli standard della legge regionale per fare le attività previste per il Consultorio, si trova a dover gestire anche la tutela minori con tempi d’attesa e servizi non all’altezza della reale domanda. E a questo si aggiunge il fatto che di fronte ai problemi che aumentano a causa della sostanziale modifica demografica e sociale, nulla si sta facendo per affrontarli e per creare le necessarie risposte, ben sapendo che i primi a pagare la povertà e i disagi sociali sono proprio i bambini”.

E non è tutto: “Il personale, oltre al dramma dovuto al vedere che non riesci a dare le risposte necessarie alle situazioni drammatiche che si affrontano, lavora con rischi professionali e personali altissimi“, prosegue Benazzo. “Assessore e sindaci polesani tutti – chiude -: se cercate una risposta al perchè crescono i costi per la tutela minori, la risposta è l’assenza di una vera politica di investimento sui servizi e sui professionisti che li fanno funzionare. Se veramente volete dare una seria risposta che non sia solo di valutazione economica, si costruisca urgentemente un tavolo di concertazione tra tutte le parti interessate”.