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04 dicembre 2017 20:33

Loculi, con l’ampliamento del cimitero prezzi alle stelle

Menon e Rossini contro il project financing che ricadrà sulle tasche dei cittadini

ROVIGO – Morire a Rovigo costa caro. Con la delibera passata a maggioranza nell’ultimo consiglio comunale a Palazzo Nodari (16 i voti favorevoli), il costo dei loculi aumenterà di quasi mille euro arrivando, secondo quanto riferisce il consigliere comunale tosiano Antonio Rossini, a 3.335 euro.
E così i loculi di Rovigo saranno “i più cari del Polesine”, “arrivando al paradosso – aggiunge il consigliere – che chi è in procinto di lasciare il mondo terreno sarà anche preoccupato di quanto dovranno spendere i suoi cari per la sua sepoltura”.

Il motivo di questa impennata è legato “all’ampliamento del cimitero di Rovigo e al proseguimento del project financing” e a spiegarlo in modo dettagliato è invece la consigliera comunale Silvia Menon (lista Menon). “Ai consiglieri – spiega – è stato chiesto di approvare una variante al progetto di realizzazione del secondo e del terzo stralcio di un piano economico e finanziario del 2004 (sindaco Avezzù) del quale era stato realizzato soltanto il primo stralcio (valore iniziale 3,3 milioni). C’è un contenzioso aperto tra il Comune e la società Arcobaleno Srl (che è del Comune al 90% attraverso Asm Spa). Ballano, secondo stime del Comune, 2,4 milioni di euro che in caso il Comune perda la causa, andranno a risarcire Arcobaleno”.

La consigliera, che ha dato voto contrario alla delibera, chiarisce il motivo della propria bocciatura: “Ampliare un cimitero perché altrimenti rischiamo di perdere una causa contro noi stessi non regge. Non vi è un piano cimiteriale serio. Non vi sono statistiche, non si capisce il fabbisogno effettivo di sepolture proiettato nel tempo. La situazione cimiteriale sta velocemente cambiando. Il tasso di richiesta di cremazioni a Rovigo è salito in qualche anno dal 5% al 10/15%. A Ferrara ed in altri Comuni d’Italia è già arrivato ad oltre il 60%. Senza scomodare il problema del Polo Natatorio e del contenzioso con Veneto Nuoto, che rischia di affossare il nostro Comune, l’amministrazione Bergamin si trova ad affrontare un altro, fin qui taciuto (ricordo che la giunta siede comodamente dal luglio 2015 a Palazzo Nodari), nodo giuridico: la causa intentata da Arcobaleno Srl per l’ampliamento del cimitero”.

Menon entra poi nel merito dell’alternativa proposta dalla giunta Bergamin: “L’alternativa che propone la giunta a questo ‘spauracchio’ (per modo di dire, Arcobaleno in pratica è il Comune stesso) è proseguire il project financing per l’ampliamento del cimitero con queste caratteristiche: aumento del costo dei loculi per i cittadini, da 2.400 euro a oltre 4.000 euro (concessione di 30 anni); l’aggio del comune passa dal 35% al 10% sui loculi venduti (il resto va alla società Arcobaleno per pagare i costi di costruzione); il periodo di concessione arriva al 2038 (contro il 2029 del vecchio accordo); fino ad allora non si potranno vendere loculi nella parte vecchia del cimitero (il cui ricavo andava completamente al Comune)”.

E conclude: “Se fossimo un’azienda amplieremmo il magazzino a dismisura, facendo pagare il costo ai clienti? Probabilmente no, cercheremmo di razionalizzare l’esistente. Diverso è se i nostri clienti possono acquistare il bene solo da noi. Perché quindi costruire? Solo perché poi tanto, in una maniera o in un’altra, quando si parla di bisogni di sepoltura i cittadini non guardano molto alla tasca? Ma soprattutto chi ci guadagna davvero? Sicuramente chi progetta e chi costruisce, quindi dei privati. Potrebbe non essere così conveniente anche per chi deve mettere mano al portafoglio, cioè il Comune e quindi i cittadini. Di project financing finiti male abbiamo già parlato a lungo. Cerchiamo di non fare altri errori”.

Anche Rossini, dal canto suo, formula una proposta alternativa: “Mi auguro – dice – che la maggioranza ritenga non sufficienti i 16 voti favorevoli per la validità della delibera e si faccia forza di questo per contrattare con la società Arcobaleno condizioni contrattuali migliori, che non prevedano l’aumento elevato di 900 euro per loculo, incidendo notevolmente sulle tasche dei nostri cittadini, già affranti dal dolore per la scomparsa di un proprio caro, e per togliere la clausola capestro che prevede che nel caso di loculi invenduti il Comune dovrà provvedere all’acquisto degli stessi, con una spesa per loculo che è troppo esosa, o allungare la durata della convenzione. Per ultimo ma non meno importante, è necessaria una regolamentazione più equilibrata della regola della prioritaria canalizzazione, che troppo privilegia il concessionario nella canalizzazione a suo favore delle richieste dei loculi, non tenendo nella giusta considerazione la disponibilità di quelli di proprietà comunale ad un minor costo”.