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05 dicembre 2017 18:43

Ciclomonones: quando pedalare è cultura, divertimento e amicizia

Serata intensa per gli amanti delle due ruote con Diego Manna e Ivan Lo Vullo

ROVIGO – Vivace e briosa. Così si può descrivere l’appuntamento de “La bici raccontata” che si è tenuto sabato 2 dicembre con ospiti i Ciclomonones a dimostrazione di come si può coniugare in un viaggio in bicicletta divertimento, amicizia, conoscenza, rispetto per l’ambiente e mobilità sostenibile. Se per l’associazione Amici della bici di Rovigo non è una novità, ciò che intende fare proponendo la rassegna è convincere chi ancora non lo ha scoperto. Scopo de “La bici raccontata” è infatti promuovere la cultura della bicicletta e della ciclabilità. Come dire, si comincia con il cicloturismo e ci si rende conto che la bicicletta è un mezzo di trasporto tranquillamente utilizzabile in alternativa all’auto, contribuendo a migliorare la salute individuale e della città.

In sintonia con questa “filosofia” Diego Manna e Ivan Lo Vullo, in rappresentanza del gruppo triestino Ciclomonones, sono intervenuti con affabilità e simpatia per raccontare del loro viaggio nelle capitali dell’Est Europa che hanno compiuto con altri sei amici la scorsa estate. Partendo da Trieste e percorrendo in bicicletta 1.327 km hanno visitato Lubiana, Zagabria, Budapest, Bratislava, Vienna e Praga. Alle sette città sono stati associati altrettanti vizi capitali, partendo dall’accidia di Trieste, città del “nosepol” e del “no go voia”. La richiesta di pagamenti anticipati è valsa a Lubiana il peccato dell’avarizia, mentre il forte carattere dei croati ha portato a scegliere l’ira per caratterizzare Zagabria. Budapest, città con la maggior produzione pornografica mondiale, non poteva non essere associata alla lussuria. Superbia per la capitale dell’ex impero asburgico Vienna e invidia per la dirimpettaia Bratislava. Non restava che la gola per Praga, che ospita addirittura delle terme nella birra.

La gremita sala ha partecipato interessata e divertita al racconto dei due Ciclomonones (il terzo, annunciato, ha avuto improvvisi problemi di lavoro) che hanno svelato anche l’origine del nome del gruppo e così la natura e le motivazioni che spinge la “clapa” di amici, quasi ogni anno, ad intraprendere splendide avventure “secondo una formula collaudata che abbina spostamenti ecosostenibili a sfide singolari”. Definiti pedalatori “un po’ pazzi” per via dell’atteggiamento goliardico con cui affrontano le loro “rumizade” ( termine da loro coniato in onore di Paolo Rumiz, conosciutissimo giornalista e scrittore della testata La Repubblica, loro sostenitore, anche lui cicloviaggiatore), i Ciclomonones sono ragazzi sensibili, intelligenti e colti. Hanno spiegato la differenza tra cicloturista e turista e che usano bicicletta perché “è un modo di muoversi che permette di assaporare in ogni istante tutta la realtà circostante e di entrare in sintonia con tutti i cinque sensi nel contesto nel quale ci si addentra, senza perderne il minimo particolare e di fare in incontri con le persone che restano impressi nel cuore”.

Oltre a curiosi ed esilaranti aneddoti relativi al viaggio nelle capitali est europee i due Ciclomonones hanno anche illustrato come preparano i loro viaggi, come costruiscono gli itinerari e distribuiscono le tappe, quale e quanto abbigliamento portare insieme al kit degli attrezzi, come e cosa trovare per alloggio o riparo all’estero, nello specifico nell’Est Europa, dispensando consigli utili per il cicloviaggio che, per loro, è concepito in compagnia (la clapa).

Una serata all’insegna della simpatia, quella di sabato, che non è mancata di sostanza. I Ciclomonones sono sensibili al tema della mobilità sostenibile: hanno documentato con molte foto “le ciclabili del se pol” (si può, in triestino) ovvero la rete ciclabile nei paesi attraversati, con il primo premio per Vienna, dimostrando che questa può essere costruita anche con pochi mezzi ma con l’imprescindibile volontà. Il gruppo ha poi riportato di aver voluto dare un contributo attivo alla ciclabilità della città di Trieste vendendo le proprie magliette, ben 155, con il cui ricavato ha finanziato cinque stalli per biciclette.

I Ciclomonones hanno dimostrato che il divertimento che passa per l’uso della bici è abbinabile all’impegno in prima persona, qualunque cittadino può dare il proprio contributo alla crescita e al benessere della città. “Dei ciò, let’s go” è il loro motto con cui hanno contagiato di positività e ottimismo il pubblico che si è poi trattenuto a conversare con loro.
“Fare un viaggio in bici è alla portata di tutti, secondo le proprie possibilità; è un’esperienza unica, che arricchisce. E’ poi bello comunicarlo agli altri come abbiamo fatto con voi questa sera” è stato il saluto incoraggiante con cui si sono congedati dal pubblico rodigino con la promessa di tornare a raccontare dei viaggi futuri.

Il prossimo appuntamento de “La bici raccontata” si svolgerà sabato 20 gennaio con il “Viaggio nella memoria” raccontato dai rodigini Alessandro Raimondi e Sandro Baracco fino ad Aushwitz in bicicletta.