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04 dicembre 2017 16:39

Arrivano i soldi da Acquevenete, Bergamin esulta

Incassati 1,4 milioni di euro, il primo cittadino tira in ballo l'ultimo consiglio comunale

ROVIGO – Il voltafaccia del sindaco Massimo Bergamin sulla questione della fusione fra Polesine Acque e Cvs non è andato giù a tanti. Soprattutto a quanti dei suoi alleati avevano veramente creduto che la sua fosse una crociata basata sulle motivazioni espresse in consiglio comunale sul quale aveva chiamato a votare la sua stessa maggioranza, con Vani Patrese che invece aveva votato a favore ed era stato preso a male parole, come spesso accade in consiglio di questi tempi.

Il motivo della strana inversione di corrente di pensiero è tutto in quello che oggi, 4 dicembre, in toni trionfalistici, il sindaco annuncia in una nota. Acquevenete, infatti, come promesso ha già iniziato a pagare il debito che Polacque aveva accumulato negli anni con il Comune di Rovigo. Soldi già del Comune di Rovigo, quindi. Ma l’emergenza che Palazzo Nodari si trova ad affrontare rende necessario che questi soldi arrivino quanto prima. Tant’è vero che le polemiche degli ultimi giorni, ancora una volta tutte interne alla maggioranza riguardavano proprio l’utilizzo di questi soldi.

Il Comune di Rovigo,venerdì 1° dicembre, in mattinata, ha incassato 1,4 milioni di euro da Acquevenete – annuncia Bergamin – A metà gennaio 2018, una seconda tranche, dello stesso importo, sarà ricevuta dall’Amministrazione rodigina in virtù di un vecchio credito vantato. Tutto rispettato, come da accordi raggiunti lo scorso 9 agosto con il presidente di Acquevenete, Piergiorgio Cortelazzo”.

Il primo cittadino poi, fingendo di non sapere il perché delle accuse che gli sono arrivate perfino durante un’accesa riunione del consiglio provinciale della Lega, quando si è scontrato pesantemente con l’assessore regionale Cristiano Corazzari, aggiunge: “Sono un uomo di parola e l’unico mio obiettivo è fare il bene della città, dei cittadini e del Polesine. Ecco perché mi sono battuto, in primis, per incassare quanto dovuto al Comune di Rovigo, ossia circa 2,8 milioni di euro”. Peccato che questo ai suoi alleati l’abbia spiegato solo dopo. “Nell’intesa trovata con il presidente Cortelazzo, lo scorso 9 agosto, intesa da molti malvista e mal digerita – ammette – in primo piano ho messo la tutela dei lavoratori”.

Bergamin poi tira nuovamente in ballo l’ultimo consiglio comunale e la questione della variazione di bilancio approvata ma non nella sua immediata esecutività, costata alla consigliera Daniela Goldoni attacchi diretti e personali lanciati dalla pagina Facebook del primo cittadino di Rovigo che ne ha addirittura messo a pubblico ludibrio l’indirizzo mail individuandola come unica responsabile di una situazione che vede le casse di Palazzo Nodari inchiodate fino a fine novembre sulla base di alcune scelte compiute o non compiute, come il lodo Baldetti, questione che la giunta Bergamin ha sul tavolo già dal proprio insediamento, ma che è un “regalo” della giunta Avezzù.

“Risorse – afferma il sindaco riferendosi ai soldi di Acquevenete – che, da subito, ci hanno permesso di sbloccare la destinazione di diverse economie, soprattutto per i bisognosi. Purtroppo, la ‘immediata eseguibilità’ della delibera non votata da una parte politicamente irresponsabile del consiglio comunale, lo scorso 29 novembre, ha ritardato lo sblocco della distribuzione delle risorse, ma nonostante i mille ostacoli, ce la faremo, ancora una volta. Ce la faremo nonostante chi, nelle settimane scorse, aveva dichiarato che il Comune di Rovigo non sarebbe stato in grado di incassare il credito e, nonostante chi, avesse scritto, che il sindaco Bergamin non rispetta la parola data. I soldi sono arrivati e, ripeto, la seconda tranche arriverà a metà gennaio 2018 come richiesto dal Comune di Rovigo”.

Bergamin conclude infine il proprio intervento parlando dei lavoratori di Polesine acque, ora Acquevenete: “Nei giorni scorsi, sono stati sottoscritti anche gli accordi con le sigle sindacali a seguito della fusione tra Polesine Acque e Cvs. Si è scritto nero su bianco che le parti si impegnavano a mantenere la sede di lavoro e che, tutto ciò che riguarda indennità, trasferimenti e aspetti organizzativi, doveva essere concordato anche con le organizzazioni sindacali. Detto, fatto. Grazie agli accordi conclusi nei giorni scorsi tra l’azienda e i sindacati di Uiltec, Filctem Cgil, Femca Cisl oltre 300 lavoratori sono stati ampiamente tutelati. Quando ho raggiunto l’intesa con Cortelazzo, sempre lo scorso 9 agosto, pochi ci credevano. Ancora una volta ho dimostrato, con i fatti concreti, che non sono un sindaco per tutte le stagioni e che non mi faccio tirare la giacca da nessuno. Nell’amministrare, ribadisco ancora una volta, l’unico obiettivo che mi guida, è il bene di Rovigo, dei rodigini e dell’intero Polesine”.