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13 novembre 2017 09:19

“Polli e non solo: sempre più in balìa di appetiti industriali”

La consigliera regionale Patrizia Bartelle a tutto tondo su Polesine Camerini, Papozze e Villadose

VENEZIA – “La politica non deve lasciare il Polesine in balia di appetiti economici di industriali della carne da allevamento”. La consigliera regionale del M5S Patrizia Bartelle va giù dura ritornando sul caso polli che tiene banco da settimane. “Arrivano nel nostro territorio presentando progetti che non rispettano i parametri eco-sostenibili che a livello occupazionale portano il nulla,  se non problemi legati alla viabilità, all’aumento dell’inquinamento, a criticità sull’utilizzo della nostra  preziosa risorsa acqua. Progetti così imponenti che di fatto dequalificano tutte le altre realtà produttive eco-sostenibili ed agricole zonali”.

Per la Bartelle, “in questo momento la classe politica dirigente a livello locale e provinciale -non si sforza nemmeno di trovare gli strumenti amministrativi  che le permetta di attivare azioni che tutelino il nostro territorio e le richieste di chi l’ha eletta. A dimostrarlo  sono i comitati  di cittadini, sorti per salvaguardare il Polesine e gli sviluppi agricoli  ecosostenibili che portano occupazione. Comitati spontanei che raccolgono le firme, depositano petizioni e organizzano incontri pubblici, aggregazioni cittadine per le quali mi sono  messa a disposizione per i  supporti tecnici necessari per  contrastare ciò che non porta benefici alla popolazione polesana”.

Un esempio, è il comitato di Polesine Camerini che ha già depositato 869 firme contro le industrie avicole che si vogliono insediare nella piccola frazione polesana: martedì 14 novembre, in proposito, è in calendario un incontro pubblico promosso dalla società agricola emiliana che spiegherà nei dettagli i progetti presentati in Provincia per la produzione di 2milioni di polli all’anno.

Polli ma non solo: “Altro esempio è il comitato di Papozze che si è attivato per impedire l’insediamento di una centrale a biometano lungo l’Eridania, guarda caso destinata a  bruciare l’80% della pollina prodotta negli allevamenti intensivi di polli. Altra vicenda per la quale il comitato ha fissato per mercoledì prossimo, 15 novembre, un incontro informativo al palazzetto dello sport di Papozze oltre a quello già organizzato dall’amministrazione comunale”. Senza dimenticare, rileva ancor la Bartelle, la lotta che il comitato Terre Nostre di Villadose sta portando avanti per le emissioni odorigene e gli effetti delle industrie avicole, farmaceutica e l’allevamento di visoni già esistenti a Villadose.

“Un contesto tra realtà  già insediate e progetti futuri industriali, che di fatto vanno nella direzione opposta allo sviluppo eco-sostenibile del nostro Polesine vocato  al turismo. Il territorio csta diventando sempre più interessante a livello turistico mondiale per il riconoscimento da parte dell’Unesco come riserva della biosfera, ottenuto attraverso l’Ente parco del Delta del Po ma deve vivere – conclude la consigliera – facendo i conti con il cuneo salino e  la carenza di acqua dolce, per i quali la politica dovrebbe avviare azioni  di programmazione agricola resiliente, investendo le risorse a disposizione e trovandone altre per assicurare la qualità di vita quotidiana dei cittadini”.