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Pet corner

27 novembre 2017 21:45

Gatti e insufficienza renale, ecco cosa c’è da sapere

di Andrea Feliciati (*)

L’insufficienza renale cronica (IRC), denominata anche patologia renale, è una delle malattie più comuni che colpiscono i gatti.
L’IRC può dipendere da cause congenite o acquisite , cioè conseguenti a malattie (immunodeficienza felina, peritonite infettiva felina, forme tumorali ed esposizione a sostanze tossiche le più comuni) che colpiscono in parte o totalmente il rene.

La malattia può colpire gatti di tutte le età ma è più comune nei gatti anziani: circa il 20% dei gatti sopra i 15 anni di età ne è affetto.
Nella maggior parte dei casi si tratta di una malattia ad andamento progressivo e la velocità nella progressione della malattia varia da individuo a individuo. L’insorgenza dei sintomi può essere subdola o improvvisa. Sono presenti sintomi aspecifici come depressione, debolezza, disidratazione, perdita di peso e altri sintomi che colpiscono diversi apparati: a livello gastrointestinale possono essere presenti stomatite (infiammazione della mucosa del cavo orale), anoressia, nausea, vomito e diarrea, a livello di sistema urinario si osservano quelli che abitualmente sono i primi sintomi riferiti dai proprietari dei gatti che sono polidipsia (si vede il gatto bere molto più del solito) e poliuria (aumento della quantità di urine emesse, anche se a volte i gatti urinano in ambiente esterno per cui non è semplice da valutare), a livello cardiovascolare e neuromuscolare possono esserci alterazioni più o meno rilevabili.

Per diagnosticare la malattia è necessario effettuare alcuni esami strumentali. Solitamente vengono eseguiti esami di urine e sangue. In alcuni casi il veterinario può valutare l’utilità di ulteriori approfondimenti diagnostici.
In caso di diagnosi di insufficienza renale il veterinario valuterà a seconda del caso l’utilizzo di una dieta specifica, di farmaci o entrambe le soluzioni. Una dieta bilanciata (esistono anche diete commerciali) può ridurre gli effetti dell’IRC e rallentare l’avanzamento della malattia consentendo al gatto una buona qualità di vita.

(*) libero professionista, presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Rovigo, direttore sanitario del Rifugio CIPA di Fenil del Turco