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12 novembre 2017 21:40

Disinfestazione, alcuni Comuni non fanno abbastanza

Così il sottosegretario Faraone ha risposto a due interrogazioni dell'onorevole Crivellari

ROVIGO – Sui casi di contagio da West Nile in provincia di Rovigo, il Ministero della Salute ha il pieno controllo della situazione, conosce le zone dei focolai ed è al corrente di quanto è stato fatto finora dall’azienda sanitaria Ulss 5, anche quando le Ulss in provincia erano due. Ma bacchetta alcuni Comuni perché gli interventi di disinfestazione, in alcuni territori, non sarebbero stati fatti in modo efficace.
E’ questa in sintesi la risposta che il sottosegretario alla Salute Davide Faraone ha fornito in aula a Montecitorio al deputato Pd Diego Crivellari, firmatario di due interrogazioni proprio sul West Nile in Polesine presentate al Governo.
Il sottosegretario Faraone, dopo aver illustrato le iniziative adottate “in via più generale” dal Ministero per far fronte alla propagazione del virus, e dopo aver ricordato che proprio il Ministero “già a partire dal 2002, ha attivato il Piano nazionale di sorveglianza per il ‘West Nile’, allo scopo di rilevare l’introduzione e di monitorare la circolazione del virus nell’intero territorio nazionale” consentendo così “di identificare nel 2008, a dieci anni di distanza dal primo focolaio, la circolazione del virus nelle regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, in uccelli, mammiferi e insetti vettori”, ha puntato l’attenzione sul territorio della nostra provincia.

E ciò che ne è uscito è stato un puntuale report sui casi di contagio più recenti ed un richiamo ad alcune amministrazioni a fare di più. “Nel 2017 – ha detto Faraone – nel territorio della provincia di Rovigo, alla data del 13 settembre, si sono verificati sei casi umani di West Nile, due nel comune di Taglio del Po, e uno ciascuno nei comuni di Adra, Rosolina, Castelnuovo Bariano e Lusia. Inoltre, è stata riscontrata la presenza di zanzare positive in località Buso di Rovigo. La manifestazione neuroinvasiva della malattia West Nile ha interessato per lo più persone ultracinquantenni. In tale circostanza, l’azienda Ulss 5 Polesana ha dato tempestiva comunicazione ai sindaci e ai comuni interessati per l’immediato avvio degli interventi di disinfestazione da parte delle ditte incaricate in base alle linee guida regionali e nazionali. In merito alle attività larvicide, il personale delle ditte e il consulente entomologo regionale hanno verificato i piani di disinfestazione in atto e valutato la loro efficacia. Sono stati trattati in particolare i focolai larvali presenti attorno ai siti ove è stata riscontrata la circolazione virale. Quanto all‘attività adulticida, sono state trattate le zone circostanti, con particolare riguardo a cimiteri, parchi pubblici e aree di maggiore aggregazione. Inoltre, sono state trasmesse ai sindaci interessati informazioni utili a contenere e ridurre l’infestazione di zanzare. Per completezza, la prefettura di Rovigo ha segnalato che nel 2016 si erano verificati nel territorio del distretto di Rovigo cinque casi di infezione da West Nile, di cui quattro neuroinvasivi, oltre a una febbre estiva da virus. Inoltre, era stata riscontrata la presenza di zanzare positive in alcuni comuni dello stesso territorio, per cui venivano estesi trattamenti ad aree sempre più ampie”.

Ed è a questo punto che il sottosegretario ha bacchettato: “L’azienda Ulss polesana ha inteso precisare che sia nel 2016, che nel 2017, non tutti i comuni ubicati nel territorio aziendale hanno posto in atto le misure di intervento necessarie per controllare la popolazione delle zanzare. Alcuni comuni hanno realizzato un numero di interventi larvicidi insufficiente, altri hanno effettuato solo interventi adulticidi e taluni nessun intervento. Inoltre, molte amministrazioni comunali hanno avviato con ritardo le attività di lotta larvicida. Nel 2017 alla proposta di un appalto complessivo di disinfestazione, coordinato dall’azienda Polesana, ha aderito circa il 25 per cento dei comuni del territorio aziendale, in quanto la maggior parte dei comuni ha messo in atto misure di disinfestazione affidandosi a diverse ditte appaltatrici. Tale modalità operativa non ha consentito un’azione pienamente efficace, in quanto gli interventi sono svolti a macchia di leopardo. Peraltro, le verifiche effettuate a campione dall’azienda Polesana in merito all’efficacia degli interventi realizzati non hanno evidenziato grosse criticità, anche grazie alla stagione particolarmente asciutta, che non ha consentito lo sviluppo della popolazione di zanzare. Concludo, pertanto, dando piena assicurazione circa il fatto che il Ministero della salute continuerà a monitorare l’adozione, da parte degli enti territoriali competenti, di tutte le misure atte a contrastare il fenomeno segnalato dall’interrogazione, stimolando, nei limiti delle proprie competenze, l’azione il più possibile coordinata dei comuni interessati, ai quali, come precisato, compete la fondamentale attività di prevenzione sul territorio”.

Parole a cui l’onorevole Crivellari ha replicato manifestando tutta la propria preoccupazione: “E’ evidente – ha concluso – come veniva ricordato dal sottosegretario, che non ci sia una consapevolezza così diffusa in tutti i comuni e da parte di tutti gli enti locali. Credo, quindi, che da questo punto di vista ci sia effettivamente la necessità che il Governo e le istruzioni locali facciano appieno la loro parte nel controllare questa situazione e soprattutto nell’effettuare le attività di prevenzione rispetto all’insorgere della malattia e alla diffusione delle larve e degli insetti che diffondono il virus. Credo quindi che sia veramente opportuna un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni”.