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13 novembre 2017 14:56

“Caro sindaco, ma allora aderisci allo Sprar…”

Vanni Destro incalza dopo le polemiche sui profughi e le ultime dimissioni

FIESSO UMBERTIANO – “Se solo il Comune avesse aderito allo Sprar…”. Vanni Destro del comitato per l’articolo 32 Polesine ritorna della vicenda dei profughi a Fiesso partendo dalla “piena solidarietà al dimissionario Giorgio Munerato: sappia il sindaco Modonesi che la legge consente al Prefetto di imporsi, se lo riterrà opportuno, e il suo atteggiamento attuale finirà solo per nuocere alla tranquillità della sua comunità come si evince chiaramente dalle dimissioni di Munerato”.

Destro parla di politica a tesate: “Quando abdica alla propria funzione pedagogica per dedicarsi a coltivare il consenso di pancia, a testate, i risultati non possono essere che quelli a cui assistiamo e 6 o 7 profughi in arrivo in paese danno dato vita ad un’incredibile alzata di scudi. Incredibile non perchè non vi debba essere la giusta cautela nell’inserire un certo numero di persone estranee in una comunità, ma in quanto, tra mille contorsioni verbali, è sembrato che il promo cittadino volesse più voler compiacere una precisa parte dell’elettorato piuttosto che affrontare la questione col buon senso che il suo ruolo istituzionale richiede”.
Continuare a piccarsi per il fatto che il Prefetto le abbia dato informazione solo a giochi fatti del trasferimento sembra più un capriccio che una posizione seria: questo il Destro-pensiero che incalza: “E pensare che le cose potrebbero andare in modo diverso e facilmente gestibile se soltanto anche qui si fosse aderito, come fa da anni, ad esempio, il Comune di Rovigo, al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, servizio del Ministero dell’Interno che in Italia gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo a livello locale (istituito dalla legge 30 luglio 2002, n. 189, meglio nota come legge Bossi-Fini)”.
Vanni Destro coglie l’occasione di ricordare che è composto da una rete di enti locali che accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per realizzare progetti di accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, in collaborazione con le realtà del terzo settore. “La nascita dello Sprar – prosegue – ha comportato la riappropriazione da parte delle amministrazioni locali di strategie e interventi di welfare: gli enti locali realizzano progetti territoriali di accoglienza armonizzandoli con le caratteristiche e le peculiarità del territorio. In soldoni: il Comune potrebbe avere conoscenza e controllo sui numeri dei possibili arrivi, realizzare progetti utili per la comunità e ricevere fondi per farlo…”.
Insomma il concetto è chiaro: “Se non si vogliono subìre imposizioni sgradite basta rendersi soggetto attivo nella gestione dei profughi come fa il sindaco Massimo Bergamin a Rovigo nella sua versione di buon amministratore prima che di polemista televisivo. Non vorremmo che le imminenti elezioni politiche, per le quali si fa il nome di Luigia Modonesi come possibile candidata al Parlamento, l’abbiano portata a prendere le vesti dell’agitatore politico svestendo quelli di amministratore. Sarebbe davvero ben triste…”.