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MAGLIA NERA / In Italia gli occupati più anziani dell’UE: età media 44 anni
12 ottobre 2017 08:44

Pensionati fiduciosi ma insoddisfatti, quali rimedi

Gardenale: necessario abbattere pressione fiscale e alzare assegni minimi
ROVIGO – I pensionati sono più fiduciosi dell’italiano medio sul futuro di sè stessi e del nostro Paese anche se la metà degli anziani è insoddisfatta della vita che conduce. Lo rileva una indagine condotta da Swg per Cna Pensionati tra i suoi associati tra i quali una forte rappresentanza rodigina.
Ma quali interventi potrebbero migliorare la situazione dei pensionati? “Sicuramente abbattere la pressione fiscale sulle pensioni – rileva il presidente Maurizio Gardenale – e aumentare gli assegni minimi di 80 euro. E, inoltre, modificare il “paniere” (inserendo più beni acquistati d’abitudine dai pensionati) incrementando la quattordicesima”.
In dettaglio, l’indagine fa emergere che il 15% degli interpellati è fiducioso sul futuro che lo aspetta (mentre la media nazionale del cittadino si ferma all’8%) e un altro 17% è comunque orientato positivamente. Che la situazione possa ancora peggiorare è convinzione solo del 39%.
Il 51% degli anziani sostiene di vivere male contro un 49% che pensa “positivo”. Una valutazione largamente influenzata, com’è ovvio, dal reddito. Solo il 12% di quanti percepiscono un assegno inferiore ai 750 euro mensili è soddisfatto della qualità della propria vita contro il 65% di quanti ritirano una pensione superiore ai 1750 euro.
Il 52% degli interpellati è convinto che negli ultimi cinque anni il proprio tenore di vita sia rimasto immutato, il 2% lo ritiene migliorato e il 46% peggiorato. Se si allunga l’arco temporale del confronto a dieci anni, la quota di anziani che ritiene peggiorato (molto o poco) il proprio tenore di vita sale al 67%.
Il 41% dei pensionati valuta la propria situazione economica attuale buona (in perfetta media nazionale), il 25% normale (italiani al 41%) e il 33% difficile. Solo il 25%, però, è in grado di sostenere economicamente la famiglia con le entrate correnti, un altro 29% ci riesce perché può contare su altri redditi e il residuo 46% abitualmente non ce la fa. “Lo sfaldamento, in atto da anni, – commenta il presidente di Cna Pensionati Rovigo Maurizio Gardenale – delle famiglie che la globalizzazione sta addirittura polverizzando, non aiuta certo la congruità del reddito familiare, con il conseguente più difficile rapporto di solidarietà e protezione parentale.”
Un capitolo dell’indagine evidenzia che quasi tre anziani su quattro (il 74%) si sentono in credito con lo Stato. Ma la stragrande maggioranza (79%) non ha mai pensato di trasferirsi all’estero. Importante anche l’accenno ai timori della categoria dei pensionati. Il 47% pone in cima alle proprie preoccupazioni la malattia, il 29% la perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza, il 19% la perdita della capacità di ragionare e di capire. Tra gli ultra 75enni il timore della malattia tocca il 50%, di perdere l’autonomia e l’autosufficienza scende al 26%, di smarrire la capacità di ragionare e di capire cala al 18%.
Sul tema del futuro gli anziani vorrebbero prima di tutto occuparsi dei nipoti (37%) con, a distanza, tornare a uno stile di vita più vicino alla natura e alle vecchie tradizioni (14%) e coltivare nuovi passatempi e nuove passioni (13%). Tra gli ultra 75enni la graduatoria rimane immutata con in testa l’occuparsi dei nipoti (sempre al 37%), quindi tornare a uno stile di vita più vicino alla natura e alle vecchie tradizioni (13%) e poi coltivare nuovi passatempi e nuove passioni (10%) a pari merito con il desiderio di continuare a lavorare finché se ne ha voglia.
“Come Cna Pensionati di Rovigo – commenta ancora Gardenale – ci riconosciamo in questo sondaggio e lo riteniamo rappresentativo. Come categoria vorremmo inoltre affrontare temi molto delicati come è quello dell’immigrazione non controllata che incide fortemente sull’aspetto collegato alla sicurezza nostra e delle nostre famiglie. Ci ha colpito e ulteriormente stimolato l’aspetto legato all’utilizzo delle nuove tecnologie che come Cna pensionati abbiamo affrontato a più riprese con specifiche attività corsuali e intensi scambi anche con il mondo della scuola”.