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MAGLIA NERA / In Italia gli occupati più anziani dell’UE: età media 44 anni
06 ottobre 2017 19:33

Confermati 19 licenziamenti, la protesta prosegue

Il vertice tra azienda e sindacati si è concluso senza novità di rilievo

ROVIGO – Fumata nera per il futuro della Sicc di Rovigo. Si è concluso senza alcuna novità rilevante il vertice tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori e i vertici dell’azienda al 90% di proprietà della Guerrato che si è svolto oggi pomeriggio, 7 ottobre, dopo una settimana di mobilitazione dei dipendenti in protesta contro i tagli al personale imposti dal piano industriale.
L’unica nota di rilievo è che gli esuberi si sono ridotti passando da 23 a 19 dato che due lavoratori hanno scelto la strada delle dimissioni volontarie mentre altri due hanno scelto di passare dal tempo pieno ad un regime di part time. Per quei 19, invece, la cruda realtà è che dal prossimo 22 novembre non avranno più un lavoro e “a questo punto – spiega Nicola Panarella, segretario della Fim Cisl – si tratta solo di decidere se chiudere l’iter di licenziamento subito o protrarlo seguendo fino in fondo tutti i passaggi previsti dalla legge per le aziende sopra i 15 dipendenti”.

Per il resto, aggiunge Panarella: “E’ stato ribadito quello che già sapevamo: da parte dell’azienda non ci sono risorse per incentivi ai lavoratori di accompagnamento verso eventuali uscite volontarie ed è necessario fare la riduzione del personale perché è l’unica soluzione per salvare gli altri 55 lavoratori. Insomma, non c’è niente da mettere sul tavolo”.Vista la situazione, va da sé che i margini di trattativa siano molto limitati tant’è che anche la soluzione lanciata dalle sigle sindacali per andare incontro alla proprietà abbia ricevuto un secco “no”: “Per noi la soluzione potevano essere i contratti di solidarietà – prosegue il segretario Fim Cisl – ma per i vertici di Sicc, a quanto ci hanno detto, è troppo onerosa visto che la legge Fornero ne ha aumentato i costi”. I contratti di solidarietà sono accordi, stipulati tra l’azienda e le rappresentanze sindacali, che prevedono una diminuzione dell’orario di lavoro allo scopo di mantenere l’occupazione in caso di crisi e quindi evitare la riduzione del personale.

A questo punto, Panarella annuncia che la mobilitazione dei dipendenti proseguirà anche la prossima settimana, con i dipendenti pronti ad incrociare di nuovo le braccia per un’ora al giorno fino al prossimo venerdì 13 ottobre, quando è fissato un nuovo incontro tra sindacati e azienda. “Nel frattempo – conclude – inoltreremo la richiesta di convocazione in Regione perché l’attenzione sulla Sicc resti alta”.

Intanto, il mondo politico si è mosso in favore dell’azienda e dei suoi dipendenti. Durante la manifestazione che si è svolta in mattinata, davanti ai cancelli degli stabilimenti di viale Porta Po, l’onorevole Diego Crivellari, i senatori Emanuela Munerato e Bartolomeo Amidei, i consiglieri regionali Patrizia Bartelle e Graziano Azzalin, erano tutti presenti a sostegno dei lavoratori. Prima hanno anche incontrato i sindacati per organizzare un piano di rilancio industriale per il Polesine, che ormai si trova ad affrontare continue crisi aziendali, basti pensare alla Guerrato e alla Bellelli Engineering. In quest’intervista spiegano le loro proposte, come l’istituzione di un’area defiscalizzata per l’insediamento industriale del Polesine. Grandi assenti, tra lo stupore dei lavoratori, Provincia e Comune di Rovigo.