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12 ottobre 2017 08:37

Ciclisti in stazione, situazione al limite

I consiglieri comunali Pd Borgato e Businaro denunciano

ROGIGO – “Mentre nel resto del mondo le pubbliche amministrazioni attuano da tempo politiche di incentivazione della mobilità ciclabile urbana, a Rovigo studenti e lavoratori pendolari non hanno nemmeno il lusso di poter lasciare tranquillamente la propria bicicletta nel parcheggio attrezzato della stazione dei treni”.

E’ attuale a accorata la denuncia dei consiglieri comunali del Partito democratico Andrea Borgato e Giorgia Businaro: i due parlano della situazione in cui versa l’area della stazione ferroviaria, caso noto da tempo e su cui si è fatto ben poco. “Le foto scattate  – spiegano – testimoniano una situazione di degrado e incuria che va avanti da molto tempo: pilastri portabici pericolanti, con gli ancoraggi sollevati da terra, ruderi di biciclette abbandonati ad arrugginire. Un pessimo spettacolo che accoglie, ogni mattina, i ciclisti che devono prendere il treno per recarsi all’università o sul posto di lavoro e che, fino alla sera, vivranno nel timore costante di non ritrovare più la propria bici. A ciò si aggiunge la situazione veramente critica della sicurezza di strade, incroci e piste ciclabili su cui la giunta comunale farebbe bene ad aprire un serio tavolo di confronto con i volontari della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bici), sempre precisi e molto competenti in materia, che si sono dimostrati, nel corso degli anni, propositivi e collaborativi nei confronti delle diverse amministrazioni che si sono succedute”.

Rovigo, una città dalla limitata estensione territoriale, “potrebbe essere un perfetto laboratorio di sperimentazione di pratiche di mobilità urbana sostenibile e invece, purtroppo, continua ad essere autocentrica, senza alcuna prospettiva di innovazione e senza alcuna sensibilità dell’Amministrazione nei confronti dell’ambiente e della qualità della vita dei propri cittadini. Urge  – concludono – un cambio di passo radicale sul tema della mobilità urbana che superi il mai attuato e deleterio Piano del traffico proposto dall’assessore Paulon e che apra un confronto ampio e articolato su trasporto collettivo e slow mobility”.