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L'arte secondo me

12 settembre 2017 15:05

Boltansky, la Cattedrale e gli altri luoghi dell’anima

“…la storia è l’insieme filosofico del tempo mentre la memoria è la sua declinazione esistenziale. Traducendo nel campo dell’arte questo rapporto, si potrebbe quindi azzardare che Anselm Kiefer racconta le gesta poetiche dei popoli, Christian Boltanski quelle più segrete ed intime degli individui”.

Si esprime così Dalino Eccher, curatore del progetto speciale bolognese “Anime di luogo in luogo” di Christian Boltanski, dialogando con l’artista che dichiara: “In me convivono sicuramente i pensieri di un rabbino ucraino e di un pastore corso”. L’allestimento è
un percorso dell’anima connotato da una forte spiritualità, un viaggio che affronta le domande esistenziali dell’individuo quali il passaggio tra la vita e la morte, il tempo, la memoria e il ricordo rispetto all’inevitabilità dell’oblio.

Sulla soglia della Cattedrale del Mambo (Museo d’arte moderna di Bologna, ndr) siamo accolti dal battito del cuore dell’artista Coeur (2005), specchi neri circondano una fioca lampadina che s’illumina al suo ritmo cardiaco. Nella navata centrale, Les regardes (2013), labirinto di lenzuola semi-trasparenti in sospensione ove appaiono gli occhi di persone scomparse (nella versione del 1998 – donata al museo – le foto dei caduti della liberazione dell’aprile 1945): la memoria sottrae alla morte fisica. Al centro della sala Volver (2015-2017), la piramide di coperte termiche che evoca la tragedia dei migranti. Nelle navate troviamo le opere storiche, i fragili Monumenta (1980-1990) e la conturbante Ombres (1985). Di fronte all’abside, quindi, Le grand mur de suisses morts (1990) rimanda alla tragedia della Shoah.

Sul fondo del luogo sacro Animitas (blanc), video di 11 ore e omaggio alle anime erranti. Centinaia di campanelle poste in cima a sottili aste di metallo installate nel nord del Canada ad evocare la pace di un “bianco aldilà”. Davanti alle immagini un pavimento di erba falciata e fiori recisi e una panca ove meditare. Le anime di Boltanski “dialogano” con Bologna di luogo in luogo. Reserve è un’installazione costituita da un deposito di tonnellate d’indumenti collocata in un ex polveriera bunker; “A proposito di Ustica” è l’installazione permanente sita nell’omonimo museo, le immagini di Billboards sono affisse nelle zone periferiche della città.

Take me (i’m yours) è un progetto-fiera ove sono protagonisti studenti e giovani artisti chiamati a realizzare lavori che il pubblico potrà portarsi liberamente a casa. Ultima è l’installazione performativa inscenata al teatro Arena del Sole.
Il progetto speciale “Anime.di luogo in luogo” , inaugurato il 26 giugno, si concluderà il 12 novembre 2017 ma i campanelli di Animitas sicuramente continueranno di certo a tintinnare…