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09 agosto 2017 19:33

Polesine acque-Cvs, il matrimonio s’ha da fare

Di misura (52,85%) passa la linea del sì. Svolta epocale

ROVIGO – Le acque rodigine si sono fuse con quelle padovane: da oggi, Polesine acque è dunque ufficialmente incorporata da Centro Veneto Servizi e la maxi società si chiamerà Acque Venete.

A dare il via libera il 52,85 % delle quote dei sindaci polesani nel corso di un’assemblea intercomunale che, questa volta, ha visto la partecipazione determinante del sindaco Massino Bergamin che detiene il circa 17% del pacchetto. Presente anche la maggior parte dei primi cittadini a sostegno del sì, astenuti Porto Viro e Papozze. Il sindaco di Rovigo ha votato no alla fusione, riportando il parere del Consiglio, ma avvallando quindi  la scelta di diventare un tutt’uno con la società padovana.

Per mesi il primo cittadino del capoluogo aveva impedito l’apertura dell’assemblea che doveva dare il via libera alla fusione delle due società: “Non diventeremo provincia di Monselice”, il mantra ripetuto da Bergamin che ha più volte chiesto a Cvs di modificare quell’accordo di fusione, “troppo sconveniente” per il Polesine. Ora, la svolta: lo stesso Bergamin, pochi minuti prima dell’apertura dell’assemblea, ha infatti raggiunto un accordo con Piergiorgio Cortellazzo, numero uno dell’azienda padovana, modificando il “peso” del Polesine all’interno di Acque Venete.

“Abbiamo raggiunto un’intesa, è stato modificato l’accordo, ora può andare. La prima modifica riguarda lo Statuto della nuova società: il quorum in prima convocazione per assemblea straordinaria dal 65% viene elevato all’80, in seconda convocazione lievita poi al 70%”, spiega. Modificati anche i patti parasociali: il personale di Polesine acque rimarrà dipendente della sede operativa di Rovigo, e il cartellino, per intenderci, i dipendenti lo timbreranno ancora qui. Novità in arrivo anche sul fronte Cda: è stato elevato a 7 elementi (non più 5) con l’impegno di acquisire una sede a Rovigo.

Bergamin aggiunge poi: “Entro il 30 novembre ci sarà il saldo, per tutti i Comuni che lo richiederanno, del credito 11 milioni e Rovigo entro primavera vedrà ritornare in cassa 3 milioni di euro”. Maggior peso anche nel nuovo cda: 3 rappresentanti saranno espressione dell’Alto Polesine, il vice presidente con deleghe operative sarà di Rovigo.

Soddisfatto per il risultato il senatore e commissario provinciale di Forza Italia Bartolomeo Amidei, acceso sostenitore dei “pro” (fusione): “Ha vinto il buon senso e la linea che noi sostenevamo e invece ha perso, inutile nasconderlo, il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin. Di più: ha consentito lui stesso la sua sconfitta, presentandosi in aula. Nei giorni scorsi aveva più volte ribadito che ce l’avrebbe fatta, ma oggi la verità appare chiaramente un’altra”.