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09 agosto 2017 10:31

Cur, la Regione stacca un assegno da 50mila euro 

A Rovigo già otto corsi di laurea e un dottorato di ricerca: iscritti in aumento 

ROVIGO – La Regione Veneto contribuirà a sostenere l’offerta didattica del Consorzio Universitario di Rovigo con 50mila euro. Su proposta dell’assessore all’Istruzione e Università, Elena Donazzan, e di concerto con l’assessore alla Cultura, Cristiano Corazzari, la Giunta regionale stanzia infatti il contributo per dare continuità all’attività del Cur anche nell’anno accademico 2017-2018.

Il Consorzio, creato dalla Provincia e dal Comune di Rovigo e dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, in collaborazione con le università di Padova e di Ferrara, risulta aver progressivamente incrementato la propria offerta di corsi universitari, arrivando a raddoppiare il numero degli iscritti in poco più di un decennio (dai 1300 del 2005/2006 ai 2100 dell’ultimo anno accademico) e ad attivare percorsi che garantiscono buone opportunità di inserimento occupazionale.

In particolare, per l’anno accademico alle porte, i corsi previsti nel capoluogo polesano sono cinque triennali (Scienze dell’educazione e della formazione, Diritto dell’economia, Educazione professionale, Infermieristica e Tecniche di radiologia medica) e tre di laurea magistrale (Management dei servizi educativi e formazione continua, Ingegneria meccanica, Giurisprudenza), nonché il dottorato di ricerca in Diritto dell’Unione Europea.

“La Regione sostiene il decentramento universitario in sintonia con le esigenze di diversificazione dell’offerta formativa e di risposta alla domanda formativa e occupazionale dei diversi territori – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Università Elena Donazzan – Il polo universitario polesano rappresenta una realtà di eccellenza sotto questo profilo, perché attiva energie e risorse del territorio locale, mettendo in sinergia anche atenei di regioni confinanti”.

Anche il titolare delle politiche culturali della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, sottolinea come in questi anni il Cur di Rovigo abbia dimostrato di essere una preziosa opportunità di crescita culturale e professionale “non solo per il Polesine, ma per l’intero territorio regionale, formando professionisti della sanità e della formazione richiesti anche in ambito nazionale”. “Investire nell’alta cultura e nella ricerca universitaria a sottolinea la Donazzan – è scelta prioritaria per promuovere lo sviluppo del territorio. L’università è ‘fabbrica’ di saperi e di professioni, ma anche laboratorio di sperimentazione e fulcro di servizi, che creano valore aggiunto all’intera economia locale”. Il contributo regionale sarà fisicamente liquidato al Consorzio previa rendicontazione sui corsi e le attività svolte e le spese sostenute nel nuovo anno accademico.