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Un fiorentino in Polesine

03 agosto 2017 10:40

AAA idea cercasi: Rovigo, impariamo da Verzone

Vi voglio raccontare la storia di Venzone, paesello friulano che ha vinto l’edizione 2017 del premio “Borgo dei Borghi” ideato dalla trasmissione televisiva di Rai3 “Kilimangiaro”. E’ un paese medievale fortificato, il che non guasta, che doveva la sua notorietà solo ad alcune mummie, ben conservate dal clima particolare della cripta del suo duomo, e al fatto di essere stato seriamente danneggiato dal terremoto del 1976.
Ebbene, del terremoto Venzone ha fatto l’occasione per rinascere più bello di prima, e questa storia l’ha messa in un museo, diventato anch’esso una piccola attrazione. Le mummie sono sempre lì e vi assicuro valgono una breve anche se un po’ raccapricciante visita. Ma c’è di più: da un’idea di un’imprenditrice locale, Venzone ha trovato una nuova vocazione: la raccolta, la trasformazione e il commercio della lavanda. E’ un’idea recente che l’imprenditrice in questione fa risalire all’abitudine di una tale signora Elsa di raccogliere e portare in paese mazzetti di lavanda. Da tutto ciò è comunque nata una vera filiera, un progetto che ha trasformato il paese in un concorrente della Provenza: in centro tutto è lavanda: profumi, saponi, essenze, accessori, oggetti, decorazioni, così la visita si fa profumata e molto più divertente di prima, mentre il marchio è ceduto in franchising e gira l’Italia in fiere e feste, alcune dedicate espressamente e solo alla lavanda. Poi, e lo dico per dovere di cronaca, cercando in Internet si scopre che qualcuno pure si lamenta, dice che Venzone è più medioevo e meno lavanda, e così via, perchè almeno uno scontento c’è ovunque.
Ma la storia che vi ho raccontato almeno una morale ce l’ha. Si può risollevarsi dai proprio guai, ma ci vogliono impegno comune e soprattutto idee nuove, che magari scoprano o riscoprano qualcosa del passato e qualche innata e nascosta potenzialità del territorio. Vale per tutti, anche per noi. Riflettiamo insieme. Già tempo fa avevo lanciato, dal quotidiano che dirigevo, l’idea di un’olimpiade dei birdwatcher nel Delta, copiando l’idea di un film americano dove ci si sfida a colpi di foto e segnalazioni si uccelli rari, ma non mi pare sia accaduto niente del genere. Oppure di una fiera, un giardino, corsi e concorsi e magari un’esposizione di quadri (questa è nuova, la regalo agli accademici dei Concordi) dedicati alle rose: Rovigo, Rhodigium, città delle rose…  Sennò ci sono l’aglio, il mais (già ci avevano provato a Trecenta, e mi pareva andar bene), gli Etruschi ad Adria (non ci sono tornato di recente, ma un bar-bookshop nel museo è stato aperto? Certi reperti “scandalosi” sono stati esposti in modo divertente invece che nascosti fra gli altri, magari in una sala “vietata ai minori”?) e via andare, in Polesine siamo in oltre 200mila, un’idea per ciascuno, magari quella giusta si trova. Qualcuno scontento ci sarà, ma non facciamoci abbattere, in questo tutto il mondo è paese.